Pedaluma pì nen

di Andrea Doi

Dobbiamo ammetterlo: non siamo stati all’altezza. Alcuni nostri concittadini non sono stati in grado di apprezzare il servizio di bici in condivisione. Vi ricordate? Ne avevamo parlato qualche numero fa.

Diverse start up straniere, da Ofo a Mobike a Gobee, erano sbarcate in Italia sull’onda del successo del 2017, l’anno che ha consacrato il free floating nel nostro Paese.

Bike sharing che a differenza di quelle tradizionali possono essere lasciate ovunque, senza bisogno di ricollocarle negli stalli.

Pochi mesi dell’arrivo sotto la Mole di questo servizio e le pagine dei giornali hanno incominciato  raccontare le devastazioni che subivano queste due ruote. Una sorta di sport da idioti, azioni vandaliche spesso documentate dagli stessi autori con foto poi postate sui social: bici sui tetti, sugli alberi, lanciate dentro le acque del Po.

Come detto non siamo stati all’altezza. Ma non solo a Torino. Firenze e Roma hanno dovuto rapportarsi a questi gesti d’inciviltà.

La prima a fare i conti con ingenti danni è l’asiatica Gobee, l’azienda che ha offerto il servizio in queste città e che con una mail indirizzato alle amministrazione ha annunciato che lascerà Torino, l’Italia, ma anche il mercato europeo.

“Durante i mesi di dicembre e gennaio – si legge nella nota – le nostre biciclette sono diventate il bersaglio di sistematici atti di vandalismo, trasformandosi così in oggetti da distruggere per puro divertimento. Mediamente, il 60% della nostra flotta europea ha subito danneggiamenti, vandalismi o è stata oggetto di fenomeni di privatizzazione. Per questi motivi non c’è stata nessun’altra opzione se non procedere al termine del servizio a livello nazionale e continentale. Una decisione sofferta dal punto di vista morale, umano e finanziario”.

L’azienda annuncia anche di avere già provveduto a rimborsare i 15 euro del costo dell’iscrizione al servizio.

Fondata nel 2017 ad Hong Kong, la società di bike sharing Gobee aveva deciso di espandere il suo mercato in Europa con flotte a Parigi, Lione, Reims, Lille, Torino, Firenze, Roma, Bruxelles. In quest’ultima città e a Lille, il servizio era già stato dismesso da gennaio di quest’anno. Stessi motivi  di quelli nostrani. Gli atti vandalici, che hanno certamente contribuito a mettere in ginocchio la società anche dal punto di vista finanziario.

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