Singolare giustizia che ha per confine un fiume

La giustizia è il tema del Festival della Filosofia 2022

Tre giorni di lezioni, mostre, spettacoli e letture nelle piazze di Modena, Carpi e Sassuolo con grandi personalità del pensiero filosofico italiano e straniero. L’argomento la Giustizia (nel senso di ciò che è giusto!) è di straordinaria attualità e si presta a molte letture e riflessioni.

Riguarda il tema sempre più attuale della redistribuzione delle risorse e delle disuguaglianze che assumono forme sempre più complesse.

Rinvia al tema dell’accesso e delle tutele, del merito e delle competenze, sui cui negli anni il pensiero si è spesso diviso tra chi sostiene la necessità di riconoscimento e chi invece pone l’accento su come sul merito si siano costruite le giustificazioni più efficaci rispetto ad una società in cui aumentano disuguaglianze e povertà.

Giustizia è anche la relazione tra le persone e i popoli, la pace e la guerra cosi come il diritto propriamente inteso, la pena e il castigo, o quello che si trasforma ed evolve con il cambiare delle culture e delle sensibilità, come il riconoscimento dei diritti, sociali e civili.

Tra Carpi, Sassuolo e Modena si alternano filosofi, economisti artisti e scrittori, impossibile seguire tutto. Abbiamo fatto delle scelte, e abbiamo seguito le riflessioni a sfondo più sociale.

Molto bello, e molto applaudito, l’intervento di Stefano Zamagni sul rapporto tra le disuguaglianze e le povertà, e altrettanto interessante quello di Marco Santambrogio, centrato sul perché il merito non viene riconosciuto e premiato nelle società occidentali, in particolare in quella italiana.

Molto interessante la lezione di Jorg Tremmel, sulla giustizia tra le generazioni e sulla necessita di stabilire attraverso la legislazione il diritto delle giovani generazioni al futuro. Tremmel parla di ambiente, ma non solo. La sostenibilità sostenibile dei modelli di sviluppo oggi è un tema più attuale che mai, e taglia trasversalmente questioni ambientali e sociali, tecnologiche e scientifiche. Rinvia al costo della transizione e alla capacita di dare senso al cambiamento, questione che diventa sempre più urgente con le ultime straordinarie scoperte scientifiche nel campo dell’I.A. e della simulazione computazionale.

Accanto alle lezioni “filosofiche” in piazza, i workshop, le mostre e gli eventi, le cene a base di menu filosofici e i laboratori per ragazzi. Belli i gadget e le magliette nel corner per lo shop e le vetrofanie in giro per la città, con le grafiche che accompagnano il festival da 21 anni e ripropongono frasi celebri della storia del pensiero.

Le due frasi più ricorrenti di quest’anno sono “Giustizia è contesa”, un frammento di Eraclito, e “Singolare giustizia che ha per confine un fiume”, di Blaise Pascal, riferita a come la giustizia possa cambiare non solo secondo i periodi storici e i contesti culturali ma anche secondo i territori, le comunità e i confini geografici che le separano, argomento molto intrigante quando si pensa al mondo globale e alla difficoltà di governare un pianeta senza confini. La maglietta più gettonata secondo i volontari del festival resta quella ormai classica con la frase di Plutarco, “la barba non fa il filosofo”.

Tra i workshop e gli eventi siamo stati incuriositi da tre iniziative dedicate ai Supereroi che combattono le ingiustizie: una mostra, decisamente molto originale, sul rapporto tra i minerali e i supereroi, classico l’esempio di SuperMan e la Kryptonite, un laboratorio per ragazzi presso il museo delle figurine (Panini, l’inventore delle figurine dei calciatori è di Modena. ndr.) e un altro laboratorio che invita i ragazzi a disegnare il proprio supereroe.

Molto interessante anche il percorso interattivo curati dalla FEM, la Fondazione per l’educazione di Modena, che mostra come la giustizia sia un processo dinamico di apprendimento: non limita all’applicazione delle regole, ma si esercita. Accanto al percorso una piccola mostra allestita dalla fondazione sulle attività svolte, tra cui “Dante su Minecraft” il laboratorio sul metaverso fatto con i ragazzi delle elementari modenesi.

Il festival di Modena è sempre uno dei termometri più efficaci dello stato della cultura nel nostro paese. Costruire percorsi di riflessione dinamici e non retorici su un tema complesso come la giustizia oggi non è un’impresa semplice. Eppure ha funzionato, confermando che“Umanità e libertà coincidono”, altra maglietta del Festival,  la frase e di Hanna Arendt.

L’appuntamento per la XXII edizione è per il weekend del 15, 16 e 17 settembre 2023.

Il tema del prossimo festival della filosofia sarà “parola”.

Diego Castagno