Le scienze della vita sono il futuro del Piemonte?

Venerdì 8 luglio si è tenuto presso il Bioindustry park del Canavese l’evento “L’industria della life science, il futuro del Piemonte?”, promosso da Confindustria, Ires Piemonte ed UniCredit, dove sono emersi molti spunti di riflessione su un settore che potrebbe diventare cardinale nell’economia della regione.
Lo stesso Marco Gay, presidente di Confindustria Piemonte, ha infatti inserito il settore tra i 10 tra cui è più importante puntare per lo sviluppo della regione rimasta più indietro del Nord. Sulla stessa linea si è espresso l’assessore alle attività produttive della Regione, Andrea Tronzano:

“Sono in arrivo fondi europei fondamentali per questo settore. Vorremmo investire soprattutto nel sostegno alle start-up del territorio per aiutarle, dopo il lavoro di ricerca, nell’arrivare alla produzione dei prodotti veri e propri. L’idea è quella di investire in questo senso perché arrivare alla produzione significa profitto e occupazione”.

Se si guardano i dati non può in effetti sfuggire che il Piemonte conta per oltre un quinto delle 571 imprese censite da Assobiotec, piazzandosi al secondo posto dopo la Lombardia mentre è leader nell’incubazione di start-up, con il 24% del totale nazionale, con il cuore sito nel canavesano dove il Bioindustry park fa da locomotiva.
Presto però questo importante centro sarà affiancato anche il Parco della salute della ricerca e dell’innovazione di Torino, con l’obiettivo di generare ulteriori sinergie tra sanità, ricerca, didattica, imprenditoria e residenzialità.

Edoardo Valle

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