8 finaliste per Master Startup Award

Il 30 settembre, durante l’Italian Tech Week, avrà fine il concorso, giunto alla 16/a edizione e promosso da PniCube in collaborazione con l’Incubatore del Politecnico di Torino I3p, Master Startup Award che si pone l’obiettivo di premiare le startup nate dalla ricerca accademica che hanno evidenziato le migliori performance sul mercato.
Sono solo più 8 le startup in gara giunti a questo punto, eccone un elenco:

  1. ABzero, startup innovativa specializzata in tecnologie d’avanguardia per il settore sanitario, con l’obiettivo di portare sul mercato un sistema innovativo, sicuro ed efficiente per il trasporto tramite droni di materiali medicali e biologici salvavita, altamente deperibili, come sangue, emocomponenti, organi, tessuti e medicinali. Il sistema assicura la consegna in maniera autonoma e immediata e in totale sicurezza per la componente umana, anche in caso di avaria. Il bene trasportato è conservato senza rischi in una Smart Capsule (capsula intelligente), che ne protegge la qualità. Un sistema brevettato e unico al mondo che – grazie agli innovativi sensori IoT a bordo e a un software proprietario – è in grado di monitorare e garantire condizioni ideali per i beni durante il trasporto. Compatibile con il 90% dei droni esistenti, la Smart Capsule fornisce una consegna l’80% più rapida e il 30% più economica e green dei servizi di trasporto tradizionali.
  2. AIKO, la startup deep tech italiana che sviluppa soluzioni e software di Intelligenza Artificiale per l’automazione delle missioni spaziali. Fondata da Lorenzo Feruglio, Giorgio Albano e Loris Franchi, Aiko è nata in I3P, l’Incubatore di Imprese del Politecnico di Torino. È stata la prima società in Europa ad avere dimostrato algoritmi di deep learning in orbita. Le sue tecnologie possono aumentare il grado di automazione delle infrastrutture, potenziare le prestazioni dei sistemi spaziali, e introdurre autonomia nelle decisioni prese durante le missioni, introducendo forti risparmi nei costi relativi a queste ultime. Un ecosistema di intelligenza artificiale per le future missioni spaziali in orbita terrestre e nello spazio profondo.
  3. Ermes – Intelligent Web Protection, startup fondata da esperti di Web Security e ricercatori di intelligenza artificiale che, grazie ai suoi algoritmi brevettati, fornisce alle aziende protezione, riducendo l’esposizione alle minacce web e agli attacchi informatici del 99% rispetto alle principali soluzioni presenti sul mercato. Il valore della tecnologia innovativa di Ermes sta nell’aver spostato il paradigma di protezione da un approccio centralizzato, a livello di rete, a un approccio distribuito: si tratta infatti di una soluzione b2b on-device che va a proteggere in tempo reale la navigazione web dei dipendenti aziendali, riducendo la finestra di esposizione alle minacce da giorni a minuti. Nata in I3P, l’Incubatore di Imprese del Politecnico di Torino e riconosciuta come una delle migliori aziende emergenti al mondo nel campo dell’AI applicata al rilevamento di attacchi hacker, Ermes possiede +10 metodologie proprietarie di AI ed è in grado di analizzare +10M di siti web ogni giorno.
  4. Hiro Robotics startup innovativa genovese, progetta, sviluppa e fabbrica macchinari per la robotica e l’automazione dei processi industriali. Con un focus primario nel settore del trattamento dei rifiuti, la società sviluppa soluzioni robotizzate che integrano tecnologie come la robotica collaborativa, la computer vision e l’intelligenza artificiale. Tra le soluzioni sviluppate, un sistema di smontaggio rifiuti derivanti da TV e monitor a schermo piatto che garantisce il 99% di recupero di materiali e una riduzione dei tempi di processo del 75% rispetto allo smontaggio manuale o alla triturazione indiscriminata dei rifiuti.
  5. ISAAC antisismica startup nata nel 2018 dall’omonimo progetto del Politecnico di Milano, è specializzata nello sviluppo di tecnologie smart per la protezione sismica e il monitoraggio di edifici e infrastrutture. Ha brevettato tecnologie “Active Mass Damper” per la protezione dai terremoti, applicabili anche a edifici esistenti, partendo da un modello oleodinamico testato su edifici in scala reale. Una tecnologia poi evolutasi in una generazione di macchine elettriche adatte a qualsiasi tipologia di edificio. È sufficiente installare sul tetto dell’edificio i dispositivi affinché identifichino la struttura del fabbricato e la proteggano in totale autonomia: in caso di terremoto registrano in tempo reale il movimento della struttura e calcolano, grazie all’algoritmo di controllo, la quantità di forze necessarie per ridurre al minimo le oscillazioni.
  6. MgShell spinoff med tech del Politecnico di Milano, ha messo a punto un minuscolo dispositivo intraoculare – biodegradabile e a rilascio programmato di farmaco – capace di salvare la vista dei pazienti affetti da degenerazione maculare senile, malattia cronica e degenerativa della retina centrale. L’obiettivo è rivoluzionare il trattamento della prima causa di cecità nei Paesi industrializzati, ma anche aprirsi alla cura di altre patologie. Con un’enorme riduzione di costi e impatto su pazienti, caregiver e sistema sanitario. La soluzione proposta è a base di magnesio e garantisce, con una sola iniezione, più trattamenti, rilasciati gradualmente, senza necessità di procedure chirurgiche. Tra i principali vantaggi, l’aumento dell’aderenza dei pazienti al trattamento, la diminuzione dei costi sanitari, la generazione di opportunità̀ di business per le farmaceutiche.
  7. Rozes srl, spinoff dell’Università di Padova, è il primo servizio di Data Intelligence al mondo in grado di individuare, nel tempo di un clic, il grado di similarità di un bilancio aziendale rispetto a quello di un’azienda criminale oppure di un’azienda fallita. Uno strumento predittivo, preciso e veloce che consente ad imprese e pubblica amministrazione di individuare potenziali criticità in tempo reale, velocizzando i processi di valutazione del rischio sul portafoglio clienti e fornitori (o sulle aziende in gara per appalti, ad esempio), verificandone al contempo solidità e affidabilità.
  8. Splastica, spinoff dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, guidato dalla ricercatrice Emanuela Gatto, ha sviluppato una tecnologia esclusiva per la produzione di bioplastica 100% biodegradabile e 100% compostabile dal latte. Il processo di produzione su scala industriale è a basso costo e basso impatto ambientale e avviene tramite la lavorazione di prodotti di scarto del latte. Il materiale brevettato – SP-Milk – si biodegrada velocemente a temperatura ambiente senza residui dannosi, e può dar vita a stoviglie, tappi, gadget sostenibili secondo i principi dell’economia circolare.

L’evento si svolgerà nel primo pomeriggio e sarà possibile assistervi gratuitamente in streaming o in presenza, previa prenotazione.

Davide Cuneo

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