Xanadu risolve il calcolo quantistico in un nano-secondo

Pubblicato sulla rivista Nature, il risultato è il primo del suo genere ottenuto con un chip fotonico programmabile e si deve alla startup canadese Xanadu, grazie a una tecnica particolarmente innovativa.
“E’ un lavoro interessante, che permette un importante passo in avanti nella comprensione profonda delle potenzialità offerte dal calcolo quantistico”, ha commentato Simone Severini, direttore del Quantum computing di Amazon Web Services (Aws). La nuova macchina realizzata dai ricercatori di Xanadu rientra tra i computer quantistici che sfruttano al loro interno i fotoni nel ruolo di qubit, ossia le unità di calcolo dei computer quantistici. E’ una macchina piuttosto semplice rispetto a quella usata due anni fa da Google, che per prima segnò un sorpasso nei confronti dei computer tradizionali, ed è basata sui superconduttori. Il successo di Xanadu è stato quello di riuscire a battere ancora una volta un super computer tradizionale, eseguendo in 36 microsecondi un calcolo che richiederebbe invece almeno 9.000 anni, ma questa volta con usando un processore fotonico programmabile.
Chiave del successo è stata la capacità dei ricercatori di trovare ingegnose soluzioni, più facilmente trasferibili alle future macchine commerciali, per controllare i tempi di inserimento dei fotoni all’interno del chip in cui avviene l’elaborazione del calcolo

Edoardo Valle

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