La start up per i calciatori

di Moreno D’Angelo

E’ una idea uscita quasi per scherzo nel corso di una cena tra amici con autorevoli preparatori atletici e medici sportivi». Con grande semplicità e sorridendo l’ingegnere meccanico biellese Alberto Bertagnolio ci racconta la nascita della start up che ha cambiato la sua vita in modo totalmente inatteso, dando il via alla produzione di macchinari innovativi per sportivi e fisioterapia alla base del successo della Desmotec, azienda nata nel 2012.

«Anche se il progetto iniziale – confessa Bertagnolio – era ben diverso da quello che poi si è realizzato. Io pensavo a fare qualcosa per supportare gli allenamenti degli sciatori che si preparano alla Coppa del Mondo. Lo sci e il tennis sono sempre stati i miei sport più amati. Ma invece di macchine per gli sciatori il destino ha fatto sì che ora i nostri prodotti siano richiesti dai più prestigiosi preparatori atletici di tante note squadre di calcio italiane ed europee. Si parla di quelle che puntano alla Coppa di Campioni tanto per capirci. E pensare che all’inizio l’idea di fare qualcosa per il calcio non mi avrebbe per nulla appassionato».

Bertagnolio parla di questi sviluppi con naturalezza con un mix di orgoglio e modestia, non dimenticando mai le sue origini biellesi, terra di tanti tenaci imprenditori. «E’ al Politecnico di Torino che mi sono laureato come ingegnere meccanico e poi ho avuto un ruolo dirigenziale in un’importante impresa chimica ma ora tutte le mie energie sono assorbite da questo sogno nato quasi per caso».

L’idea base del successo di questo progetto, che è tra i più significativi nel settore a livello non solo nazionale, è quella di “aprirsi” sempre al meglio di quanto emerge tra i giovani talenti dell’università, dei centri fisioterapici, della medicina sportiva e sul mercato nei vari comparti. Con questo spirito l’ingegnere biellese ha creato un piccolo spin off con dei pesisti dell’università e in tempi brevissimi nel 2012 aveva già pronto un prototipo che è stato subito preda di due note squadre di serie A che ne erano venute a conoscenza.

Quello che sorprende sono i tempi e l’entusiasmo con cui si è realizzata un’idea che, prima ancora di essere ufficialmente sul mercato era già nel mirino di chi di queste cose se ne intende, in primis i preparatori atletici che devono calibrare nel modo più efficiente la cura dei muscoli dei campioni che seguono quotidianamente. Questo fattore spiega meglio di ogni discorso pubblicitario il fattore base innovativo portato avanti attraverso questi nuovi sistemi basati su principi isoinerziali. Sistemi che riescono a sviluppare in modo mirato obiettivi a livello muscolare con la massima efficienza e senza sprechi di energia.

La società creata per produrre queste macchine di supporto per sportivi e fisioterapia è stata poi incubata nel 2015 e inizialmente le macchine erano prodotte commissionando l’assemblaggio dei pezzi.

Bertagnolio ci tiene a precisare come la loro «non è solo meccanica. Oltre al concetto base abbiamo aggiunto tecnologia avanzata, software. Sono macchine 2.0. Inoltre ricordo come oltre al potenziamento muscolare siano importanti anche nella prevenzione degli infortuni e di quegli affaticamenti, surriscaldamenti che posso bloccare o compromettere le prestazioni di un campione».

Oggi ben 80 squadre di prima divisione sono clienti Desmotec e tra questi vi è anche il Tottenham.

L’adrenalina all’origine di un sogno

«Sono stato assorbito come da un sogno, da una febbre che mi ha fatto lasciare un ruolo di primo piano e ben remunerato in un’importante azienda chimica e non c’è certo il denaro dietro questa svolta radicale. C’è quell’adrenalina della sfida del mettersi totalmente in gioco per realizzare un sogno, scovando quanti talenti possono darti una mano indipendentemente dalla loro età e ruolo. Un fatto che va ben oltre il mero guadagno se non quello del consolidamento di un’azienda. Il dare vita ad un progetto vincente che per affermarsi deve sempre essere al centro di continue innovazioni».

Per andare avanti a certi livelli Bertagnolio sottolinea come sia fondamentale trovare giusti partner che seguano la crescita della giovane impresa.

Il supporto importante del Club degli Investitori

Un supporto molto importante è stato quello ottenuto dal Club degli investitori che – «ha sempre creduto nel mio progetto investendo 220mila euro nella delicata fase di avvio dell’azienda contribuendo in modo significativo al suo successo».  «Un aiuto che non è solo un mero flusso finanziario ma che si qualifica nel tempo grazie al supporto di un “angelo custode del Club” risultato prezioso nel portare alla realizzazione di un brand come si deve». In ogni caso il Cda della società tiene saldamente la maggioranza del controllo.

L’intervento del Club ha dato un contributo per l’ultima più significativa novità che ha reso ancora più prestigioso il marchio Desmotec. Si tratta della collaborazione avviata nel 2016 con Pininfarina che ha “ridipinto e esaltato l’immagine delle macchine. «Una partnership da noi voluta e realizzata grazie al network del Club degli investitori che ha portato un cambio di marcia nello stile con innegabili risultati commerciali. Una collaborazione con il meglio del mondo del design che non ha portato solo denaro ma anche un cambio concettuale nelle nostre produzioni. Un cambio per noi epocale avallato dall’arrivo di nuovi ordini».

L’energia e l’entusiasmo di tanti giovani

Il titolare della Desmotec insiste sul contributo di tanti giovani alla riuscita del progetto: «In questo percorso eccezionale ho avuto la fortuna di essere affiancato con costante tenacia da uno staff di giovani di cui sono veramente entusiasta. Giovani che mi trasmettono non solo supporti tecnici ma anche tanta energia positiva e brillantezza nel guardare il futuro. Si tratta di collaboratori operativi a vari livelli anche giovani stagisti».

Colpisce come questo imprenditore non lasci mai spazio al “lamentificio” sui mali italici tanto diffuso. Il suo è un approccio pragmatico che parte dal dato oggettivo di riuscita di quanto progettato e di rapido adeguamento assumendo continue decisioni insieme ai suoi collaboratori. «La nostra società cambia sempre faccia pur restando ferma a certe tradizioni. In cinque anni abbiamo rinnovato sei volte i cataloghi ed ora la nostra sede è a Biella e, pur essendo un piemontese doc, sono contento di questi continui cambiamenti».

Bertagnolio ammette come l’impegnativa iniziativa imprenditoriale abbia reso necessario un suo contributo finanziario non indifferente «ma sono impagabili le soddisfazioni nel realizzare un simile sogno partendo quasi da zero. Un sogno che mi piace condividere con i ragazzi che si sentono a pieno titolo parte del progetto». Un progetto che Bertagnolio definisce come una start up anomala: «Noi siamo piemontesi. Ogni passo deve aver la sua copertura e deve portare a un risultato».  L’imprenditore biellese sottolinea come anche i loro prodotti siano oggetto di imitazioni e di concorrenza ma c’ è molta fiducia per un discorso di qualità e di risultati che non sono facilmente copiabili.

Cresce il business e sale l’export

Infine i numeri vedono in sviluppo le opportunità commerciali che, oltre allo sport, sono legate dall’espansione e dalle tendenze emergenti nel mondo della fisioterapia che assorbe ormai metà delle vendite Desmotec mentre il 60% è destinato all’export.

“Siamo geneticamente innovativi e viviamo in simbiosi con gli accademici” 

«Oltre al fattore tecnologico dei macchinari noi offriamo un sistema complesso che è anche software e  cultura e, su queste basi, abbiamo fondato un academy che vede la partecipazione di professionisti ed esperti del settore di tutto il mondo: fisioterapisti, preparatori atletici e società di marketing. Noi viviamo in simbiosi con gli accademici». «Non siamo mai fermi è un mondo in continua evoluzione e noi siamo pronti» prosegue Bertagnolio ricordando diverse fiere internazionali a cui ormai partecipano come ospiti di primo piano tra cui quelle di Colonia e la biennale di fisioterapia a Bologna.

Allenamento funzionale che previene gli infortuni

Entrando nel merito del fattore innovativo di queste macchine bisogna tener conto del concetto di allenamento funzionale. Un sistema che guarda il corpo nel suo insieme. Infatti spesso gli infortuni non dipendono da un solo muscolo infiammato ma da una complessità di fattori. La tecnologia Desmotec va in quella direzione. L’atleta può allenarsi meglio con maggiori carichi, con più sicurezza e precisione. Un discorso che riguarda anche la delicata fase di rieducazione dopo un incidente. «Di fatto con i nostri macchinari un atleta rispetto all’allenamento tradizionale ha bisogno di tempi più brevi perché si tratta di sistemi efficienti e mirati il che comporta ad esempio meno carichi per la schiena. Fattori che sono stati molto apprezzati dai preparatori dei calciatori».

Sfruttando i vantaggi dell’approccio isoinerziale (un sistema avviato per gli astronauti in assenza di gravità) Desmotec ha sviluppato un proprio metodo DTS (Desmotec Training System). Un sistema che consente di gestire un percorso di training completamente monitorato, personalizzato e modulare al fine di controllare il proprio allenamento, il recupero e anche l’importante fattore della prevenzione degli infortuni.  La filosofia di allenamento Desmotec prevede l’impiego congiunto di un’attrezzatura che sfrutta le inerzie generate dall’atleta e di un software che in tempo reale registra le sessioni di allenamento e permette un controllo del carico. Un sistema molto efficiente che limita i tempi di sforzo e i carichi di lavoro. Il fatto che i preparatori atletici più pagati del mondo abbiano subito cercato queste macchine prima ancora che fossero pubblicizzate la dice lunga sul successo di questa realtà innovativa piemontese. Il motto “esageruma nen, restiamo con i piedi per terra” si evince dalle parole del suo patron che parla poco di risultati e molto di soddisfazioni, entusiasmo e sforzo continuo per l’innovazione. Una società certamente che guarda al futuro con i piedi sempre per terra.

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