Che tempo che fa: come il digitale ci salverà dal climate change

Si svolge in questi giorni a Sharm El Sheikh in Egitto la COP27,  la conferenza delle parti della Convenzione delle Azioni Unite sui cambiamenti climatici, la UNFCCC, giunta alla sua ventisettesima edizione. Si parte dagli obiettivi non raggiunti sulla base dei target fissati negli accordi stipulati nelle prevedenti edizioni delle conferenze e dalle emissioni che continuano a crescere in tutto il mondo. E soprattutto dalla consapevolezza che l’effetto serra è un percolo che minaccia la permanenza della specie sulla terra e che è un fenomeno globale che si contrasta solo con politiche globali. 

A chi non crede al rischio dell’effetto serra possiamo suggerire una versione ambientalista della prova dell’esistenza di Dio di Pascal, tratta da “La Metamorfosi” l’ultimo lavoro di Ulrick Beck, il teorico della “Società del rischio”. Se io credo che Climate Change sia un pericolo e agisco, male che vada avrò ripulito un pò l’ecosistema e il pianeta. Se invece non ci credo e non faccio nulla per contrastare il surriscaldamento del pianeta, ma il Climate Change esiste davvero allora gli effetti potrebbero essere devastanti per tutti noi. Stesso processo logico con cui Pascal prova a dimostrare l’esistenza di Dio. Nel caso del surriscaldamento del pianeta le cose sono un po più complicate. Esiste un tema di disuguaglianza Nord sud del pianeta che pesa come un macigno. E una questione di transizione al Green che presuppone la disponibilità di molte risorse. 

Questa del 2022 è l’estate più calda di sempre, oppure la più mite fra quelle che verranno.

Il Copernicus Climate Change Service del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine per conto della Commissione europea, pubblica bollettini climatici mensili che riportano i cambiamenti osservati nella temperatura globale della superficie dell’aria, la copertura del ghiaccio marino e variabili idrologiche. I risultati del centro si basano su analisi generate da super computer in grado di processare miliardi di misurazioni da satelliti, navi, aerei e stazioni meteorologiche in tutto il mondo. Una cosa simile e probabilmente con maggior precisione farà il supercomputer Leonardo una delle 5 macchine di calcolo più potenti al mondo operativo a fine anno nel tecnopolo di Bologna. O Earth-2, il gemello digitale della terra voluto da NVIDIA per “sconfiggere” il cambiamento climatico. 

Nel frattempo dai cervelloni digitali arriva la certificazione dell’innalzamento delle temperature: l’estate di questo 2022 in Europa è stata la più calda dal 1850, cioè da quando sono disponibili le serie storiche delle registrazioni. L’estate più calda dell’era industriale. Il trend è chiaro, al di la di quanto si possa credere alla catastrofe climatica. E in parte cominciano anche a delinearsi le strategie per intervenire almeno sulle transizioni  del Climate Change, che passano tutte dal digitale: dalla potenza di calcolo de computer e dalla quantità dei dati disponibili per addestrare gli algoritmi. 

Clima, sorveglianza dallo spazio, prevenzione e controllo dei rischi naturali, gestione delle emergenze, energia, ambiente, mare, acque, smart city, infrastrutture, mobilità, lavoro, agricoltura e agritech, economia circolare, telemedicina e medicina 4.0, smart working e didattica a distanza, ricerca scientifica: a Firenze ad inizio ottobre nella Fortezza da basso l’Earth Technology Expo delinea i collegamenti e le connessioni tra il digitale e il Green: una grande fiera su come creare, innovare e utilizzare le più moderne tecnologie del digitale per migliorare la qualità della vita delle persone, dell’ambiente e delle città.

La transizione ecologica fa da cornice ad eventi e workshop che mostrano la potenza di calcolo del digitale e le sue applicazioni. “Il dato, o meglio la gestione dei dati in chiave predittiva salverà il mondo dal Climate Change, nel senso che darà un contributo sostanziale a capire e prevenire le dinamiche che oggi mettono a rischio l’ecosistema”. Questo in sintesi estrema il messaggio che parte da Firenze, che è la città di Leonardo e del Rinascimento, mai così calda in Ottobre come quest’anno, con temperature sopra la media di circa due gradi e mezzo e 4 gradi nelle acque del mare in più rispetto al 2005. 

Una volta compreso dove siamo e dove stiamo andando, occorre avere strumenti per prevenire e gestire gli effetti di questa transizione, che si scarica sempre sui territori e le comunità.

Nei prossimi giorni nascerà la bambina o il bambino che ci porterà a superare il tetto degli 8 miliardi di persone che abitano il pianeta. La COP27 esiste proprio per dare qualche risposta a i bambini di oggi, che fuori di retorica erediteranno una situazione sempre meno facile da gestire.

Diego Castagno

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