Auto: il futuro parla ancora torinese

di Moreno D’Angelo

Il progetto è lanciato. Ora si attende di sapere se la candidatura sarà accettata. Stiamo parlando della creazione a Torino di un polo innovativo di straordinaria eccellenza con un centro di specializzazione mirato sulla sperimentazione dell’auto a guida autonoma e per la produzione della smart car del futuro.

Certo ci vorrà tempo, ma ancora una volta Torino si conferma una città laboratorio all’avanguardia per un progetto ipertecnologico che ha trovato fino ad ora sbocco solo a Phoenix in Arizona con veicoli Fiat-Chrysler.

La volontà, manifestata dall’assessora all’innovazione Paola Pisano, l’impegno della Città a supportare le case automobilistiche sviluppando servizi ad hoc, anche attraverso la costituzione di apposite start up, ha incontrato il convinto appoggio dell’Unione Industriale e del Politecnico. Una proposta che ha sollevato interesse, curiosità, ma anche polemiche. Principalmente perché l’auto, che procede con sensori e sistemi di intelligenza artificiale, vede come suo primo impiego quello di servizio taxi autonomo. Cosa che ha destato qualche allarme tra i tassisti torinesi reduci dalle battaglie contro Uber.

Per molti decenni il capoluogo piemontese è stato identificato con la sua fabbrica più importante, la FIAT.

Ad esprimere i suoi dubbi è Fabrizio Ricca, capogruppo della Lega in consiglio comunale e segretario cittadino del Car roccio: «Per quanto riguarda l’auto a guida autonoma e la spe rimentazione a Torino ho presentato in Consiglio comunale un’interpellanza per conoscere le garanzie sulla sicurezza e per il lavoro ad esempio dei tassisti. Sulla sicurezza perché forse chi vuole portare nelle nostre strade queste vetture non ricorda o fa finta di non sapere, gli incidenti mortali causati all’estero da questo tipo di automobili». «Non bisogna dimenticare – prosegue Ricca – che un anno fa, nel 2017, il governo licenziava il decreto “smart roads” che permetteva la sperimentazione dell’auto a guida autonoma sul territorio nazionale, ma non redigeva un decreto che ne regolasse tale sperimentazione che invece è richiesto dall’Europa». «Inoltre proprio nei giorni in cui Torino si candidava ad ospitare le auto a guida autonoma, negli Stati Uniti veniva sospesa la sperimentazione a seguito della morte di un ciclista investito dalla vettura. E l’amministrazione davanti a questa tragedia, che non è l’unica perché ci sono state altre vittime durante questi esperimenti, invece di lasciar perdere abbraccia con entusiasmo l’iniziativa di FCA e GM, mettendo a disposizione le nostre strade». «In Sala Rossa ho chiesto come venisse garantita la sicurezza di passanti e degli automobilisti, se questa sperimentazione sarebbe avvenuta in centro città, se qualcuno ha pensato di chiedere a FCA e GM con che fine opereranno le auto a guida autonoma. E soprattutto ho domandato a sindaca e assessora quali fossero le garanzie in loro possesso perché in futuro questa vettura non sottragga lavoro a 1.600 imprese taxi, visto che si presuppone effettueranno trasporto a titolo oneroso. Le risposte dell’amministrazione ad oggi sono state poche e totalmente vaghe», conclude Ricca.

Finiti i tempi in cui gli stabilimenti di Mirafiori lavoravano a pieno regime e ci si trasferiva dal Sud per un posto da operaio, sotto la Mole si pensa ancora in grande e tra innovazioni e sperimentazioni che la pongono all’avanguardia in Italia

Ma se c’è chi è scettico, per altri invece la guida autonoma rappresenta un’innovazione che, oltre al piano produttivo e della mobilità green, potrebbe sviluppare quello che qualcuno definisce “turismo tecnologico”. Questo in una città capace di sorprendere con un piede nella tradission e uno nel futuro. Un approccio che si inserisce in un nuovo modello di mobilità, che va ben oltre una singola originale e avveniristica innovazione, verso quella che qualcuno chiama la “rivoluzione dell’automotive” prevista per il 2025. Non ci saranno ancora le auto volanti dei panorami del film Blade runner ma le cose cambieranno molto in materia di mobilità.

A credere fermamente nella centralità dell’auto del futuro è Dario Gallina, presidente dell’Unione Industriale di Torino, che vede lo sviluppo del territorio strettamente legato a una nuova idea di mobilità, incentrata sull’auto del futuro «Per conseguire questo traguardo, la nostra Città deve diventare sempre più un polo strategico di interconnessione, oltre che laboratorio urbano di innovazione e sperimentazione dell’automotive di domani». Gallina aggiunge: «Torino, in ragione della sua spiccata specializzazione industriale nell’automotive, non può non assumere, in Italia, un ruolo di primo piano sul tema della guida autonoma e sui sistemi di propulsione alternativi. Per questa ragione, l’Unione Industriale si è impegnata per far sì che la nostra Città potesse candidarsi a centro di sperimentazione di questi sistemi. Il capoluogo piemontese, con appositi spazi attrezzati, diventerà, entro breve, uno dei primi laboratori urbani per la smart car del futuro». Il discorso automotive per il presidente di Unione Industriale Gallina si collega con l’imprescindibilità del completamento della TAV e delle infrastrutture di mobilità (metro, collegamenti aeroportuali, scali): «pena, la riduzione di Torino e del Piemonte a fanalino di coda nei rapporti con l’Europa».

Opinione condivisa anche dal segretario metropolitano del Partito Democratico Mimmo Carretta: «Senza alcun dubbio l’innovazione e la sperimentazione diventano possibilità per la nostra città», dice il segretario metropolitano del Partito Democratico. «L’automobile per Torino è da sempre un simbolo. Nel bene e nel male veniamo identificati in questo settore, che con la “fuga” all’estero di certi comparti, stava sparendo da sotto la Mole». «L’automobile senza pilota di cui si parla tanto in città, anche in maniera propagandistica da parte dell’amministrazione Appendino, va vista come opportunità. Certo viene da sorridere se si pensa che chi oggi pubblicizza l’innovazione nei trasporti sono gli stessi che non voglio il treno ad alta velocità. Oppure che stanno a guardare il declino ormai cronico del trasporto pubblico torinese». «Nessuno di noi è contrario a queste innovazioni. Anzi. Le amministrazioni di centrosinistra hanno puntato molto su queste, disegnando già a suo tempo una Torino che non avesse timori nell’affrontare certi passaggi, anche in periodi bui della post industrializzazione torinese, quando le fabbriche chiudevano». «Quindi si lavori verso i nuovi traguardi, come ad esempio l’automobile senza pilota e allo stesso tempo si migliori quel che abbiamo già, per il futuro dei torinesi».

Per l’assessora comunale all’innovazione Paola Pisano quella dell’auto a guida autonoma è una sfida importante che intende «acquisire competenze e creare un indotto attorno all’auto a guida autonoma, ma anche creare sperimentazioni continue in ambito green field sul nostro territorio». Nel dettaglio a Torino sarà sperimentata il modello 3 e 4 dell’auto autonoma «che avrà a bordo una persona che può intervenire». Così ha replicato la Pisano alle prime polemiche per alcuni incidenti che han no accompagnato le prime sperimentazioni negli Usa.  «Anche l’innovazione – spiega la Pisano – va governata e gestita grazie anche a politiche che preservino l’impatto sociale dei cambiamenti». Per l’assessore all’innovazione Torino potrà diventare un polo di competenza per lo sviluppo dell’auto autonoma. E precisa: «Non tanto per quanto riguarda la manifattura ma per quanto concerne i servizi legate all’auto autonoma, le reti per la connettività, la gestione e l’analisi dei dati e degli algoritmi che” guideranno” l’auto autonoma. Credo anche che Torino sarà anche in grado di sviluppare un nuovo approccio alla mobilità e alla sicurezza». Secondo l’assessore pentastellato per assistere alla rivoluzione dell automotive, con auto a guida autonoma diffuse, bisognerà attendere il 2025. Entrando nei dettagli del quadro aggiornato della situazione, Pisano precisa:«Abbiamo definito il partenariato di aziende, centri di ricerca e università, firmato un protocollo d’intesa, e stiamo definendo il caso pratico che porteremo all’attenzione del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Non vedo punti di debolezza ma un ecosistema già pronto per supportare un’innovazione basata sull’automotive».

L’assessore al commercio di Torino Alberto Sacco è entusiasta della possibile candidatura di Torino come città dell’auto autonoma: «Abbiamo intavolato un confronto con case automobilistiche, Politecnico e centri di ricerca. Questo in una realtà che vanta eccellenze e tradizioni uniche legate all’auto, dalla componentistica per non parlare della ricerca applicata e design. Insomma tutto per poter costituire un polo d’eccellenza assoluta». Per Sacco la sperimentazione della Google Car «è una opportunità che abbiamo voluto cogliere per una città che ha tutte le caratteristiche per andare avanti su questo fronte. Sbagliato non approfittarne». Infine una battuta sui tassisti preoccupati per un’innovazione che nel futuro, non immediato, potrebbe mandarli in pensione.  «L’auto a guida autonoma è un ausilio importante fondamentale per la sicurezza ma, a mio personale parere, non sostituirà mai l’uomo. In particolare mi riferisco ai tassisti che hanno un ruolo sociale fondamentale specie per i turisti e nel rendere viva la città» conclude Alberto Sacco.

Per Sergio Ghia, senior consultant di I3P del Politecnico di Torino, il principale incubatore universitario italiano cuore delle start up innovative a base tecnologica, «Torino può rimanere al centro della scena internazionale per l’auto, in particolare per ciò che concerne l’ingegneria dell’autoveicolo, sia considerando il background scientifico degli atenei piemontesi, sia considerando l’enorme patrimonio di competenza delle società della filiera automotive e di quelle del distretto IT. Spingendosi sul ruolo che potrebbe avere la vettura nel futuro Ghia ritiene che veicoli autonomi e connessi saranno sicuramente una frazione importante dei mezzi in circolazione in futuro, non necessariamente nella forma di totale autonomia dall’intervento del conducente. Infine l’esperto di I3P entra nel merito dell’impatto sociale dell’innovazione evidenziando possibili risvolti positivi: «Possono essere ipotizzati scenari in cui uno strumento più autonomo e connesso possa diventare l’asset utile ai tassisti del futuro per gestire il proprio servizio, potenziando la loro capacità di offrire ai cittadini servizi aggiuntivi che richiedano la loro professionalità, così come scenari in cui possono subire la concorrenza di mezzi autonomi».

Per la parlamentare di Forza Italia Claudia Porchietto il futuro di Torino deve affrontare un tema chiave come quello della mobilità nella sua complessità, non solo auto «Facendo emergere una forte correlazione tra imprese, Politecnico e istituzioni che devono avere il coraggio di investire in modo mirato e strategico, evitando la dispersione dei fondi in mille rivoli. Mi riferisco in particolare a quanto registriamo negli ultimi anni in tema di fondi comunitari». «Torino deve saper cogliere il momento e diventare la capitale di un nuovo modo di fare impresa candidandosi a snodo della logistica del futuro, con progetti smart che parlano di auto e del loro riuso (si pensi  al riciclo dei parchi auto vetusti con le tecnologie più moderne come stabilito dal programma europeo Horizon 2020), di mobilità connessa alla società e aggiungo il plus legato alle capacità dello stile torinese attraverso grandi firme, Pininfarina, Giugiaro, Bertone insieme a storiche carrozzerie artigianali che potrebbero ora tornare in voga oggi, al fianco della tecnologia, visto il ritorno di moda del retrò come stile e design» aggiunge Porchietto. Ancora per Porchietto Torino può diventare un centro di sperimentazione a cielo aperto creando curiosità ed innestando sul turismo tradizionale un nuovo filone, quello del turismo tecnologico. – «Come non immaginare la creazione di un centro applicativo per le tecnologie di mobilità più innovative?  Un esempio incoraggiante sono le tante persone che negli anni visitano Cape Canaveral in Florida, la Silicon Valley o aree simili».

Per il Consigliere regionale dem Raffaele Gallo l’impatto legato all’intelligenza artificiale toccherà nei prossimi anni molti ambiti della nostra quotidianità. «Una opportunità assolutamente da cogliere e,  tutti insieme, dovremmo saper regolare e monitorare questa rivoluzione e non rigettarla» – e aggiunge: «Portare sul nostro territorio esperienze qualificanti di innovazione e sperimentazione è fondamentale perché, attraverso questi percorsi, si possono avviare progetti di ricerca importanti anche su altri ambiti ma, soprattutto si contribuisce a rendere viva e dinamica una città che non ha paura delle sfide del  futuro, verificando tutti gli aspetti sociali ambientali connessi» Per la Torino smart city dell’immediato futuro Gallo ritiene importanti i fattori alta velocità reale e metro 2: «si dovrebbe viaggiare veloci come in Giappone. Anche questo è un elemento strategico, oltre al collegamento, e dopo tutto l’attuale rete consente di andare molto oltre i 300 km orari, inoltre è fondamentale la realizzazione della linea 2 della metropolitana,  anche per rendere più efficiente e ottimizzare quella in essere. I fondi stanziati dal Governo Gentiloni ci sono».

Per ora l’auto a guida autonoma non è ancora come la K.I.T.T., la Pontiac parlante del telefilm Supercar degli anni ’80, ma la macchina che viaggia e comunica da sola non è più fantascienza, anche se  qualcuno manifesta preoccupazione sul fronte privacy del cittadino, trattandosi di mezzi di locomozione iperconnessi e molto controllabili.

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