La rinascita dei borghi del Piemonte e il turismo slow della startup Amavido

I borghi del Piemonte sono a una svolta epocale: dopo decenni di difficoltà economiche e spopolamento, si iniziano a registrare i primi segni di inversione di tendenza, che vanno a comporre un “Rinascimento 4.0” dei piccoli Comuni.

Dalle “case a un euro” al 2017 “Anno dei borghi”, è il turismo a fare da traino per questo Rinascimento in atto nel nostro Paese: lo straordinario patrimonio agroalimentare, enogastronomico, culturale e sociale dei borghi è infatti lo strumento principe che questi territori hanno per una ripresa economica attesa da troppo tempo.

È in questo contesto che opera Amavido, una startup che si occupa di portare i turisti tedeschi a scoprire la bellezza e la tradizione dei borghi piemontesi. Amavido è stata fondata da Lucia Tomassini, marchigiana di Fano e destination manager, e da Dominik Calzone, nato in Germania ma originario di Longobardi, incantevole paesino della Calabria. Le esperienze vissute in prima persona hanno portato Lucia e Dominik a fondare Amavido per offrire ai borghi d’Italia una chance di riscatto economico e sociale.

Dopo l’esperienza maturata sul mercato tedesco, e forte di una valutazione che sfiora i 3 milioni di euro, Amavido punta ora a portare nei borghi del Piemonte e di tutta Italia i viaggiatori europei: per farlo, ha lanciato una campagna di crowdinvesting da 75.000 euro su Backtowork24, consultabile a questo LINK.

Nell’immagine l’elenco dei borghi del Piemonte che hanno abbracciato la filosofia Amavido.

Condividi questo articolo