Italia a quota 7400

di Edoardo Valle

Alla data dell’ultima rilevazione le start up sono giunte a quota 7.394, con una crescita del 7,5 % rispetto a tre mesi prima (6.880 allo scorso 31 marzo). La crescita è stata sicuramente agevolata dal decollo della nuova modalità di costituzione digitale e gratuita. A oltre un anno dalla sua entrata in vigore nel luglio 2016, la nuova procedura è stata utilizzata da 673 nuove imprese. L’utilizzo del modello standard ma personalizzabile e della firma digitale ha convinto: meno costi e maggiore rapidità. Dice il Ministero “Rispetto al 31 marzo 2017 le startup innovative costituite online e regolarmente iscritte alla sezione dedicata del Registro delle Imprese sono cresciute di ben 269 unità (erano 404 al termine del precedente trimestre). Nel complesso, a partire dall’inizio del 2017, le nuove imprese avviate online sono quasi 500 (493). Si evidenzia dunque una sempre più pervasiva diffusione della procedura, che tra aprile e giugno è stata scelta quasi dal 45%delle start up innovative di nuova costituzione (tra gennaio e marzo erano il 39%)” La parte del leone la gioca come sempre in quest’ambito Milano (1.160 start up iscritte nell’are metropolitana, un totale di 1.694 imprese nella Regione). Segue distaccata l’Emilia-Romagna (808, 10,9% del totale) e al terzo posto troviamo il Lazio con 719 (9,7%). Seguono il Veneto con 637 (8,6%) e la Campania con 547 (7,4%). Al di là dei valori assoluti, sono da segnalare le Regioni dove il modello start up pare affermarsi più rapidamente, se prendiamo in considerazione il rapporto start up/società di capitali presenti. La regione con la più elevata crescita è il Trentino-Alto Adige (1,07%). Seconde le Marche (0,86%), e a seguire ex aequo Emilia-Romagna e Friuli Venezia-Giulia (0,72%). Altrettanto interessante è il capitolo banca e finanziamenti. Come previsto dallo Start up Act le start up innovative possono richiedere l’intervento del Fondo di Garanzia per le Pmi gratuitamente, seguendo una procedura semplificata che esclude qualsiasi valutazione di merito creditizio ulteriore rispetto a quella già effettuata dall’istituto, per operazioni di garanzia fino a 2,5 milioni di euro. Uno strumento vincente per convincere le banche a fornire le risorse necessarie per la crescita della imprese innovative; soprattutto in un Paese dove le forme di investimento in equity e in mercati regolamentati non hanno mai riscontrato grande successo di pubblico. Nei quattro anni circa da quando la misura è attiva hanno ricevuto un prestito con garanzia del Fondo complessivamente 1.432 imprese, per un totale di circa 477 milioni di euro. Nell’ultimo trimestre la crescita è stata di 60 milioni di euro, a dimostrazione che lo strumento è ad oggi in continua crescita. In media i prestiti accordati ammontano a poco più di 200.000 euro. Si tratta ad oggi di uno strumento che ha finanziato operazioni che, rispetto al settore delle società di capitali di recente costituzione, ha avuto destino imprenditoriale migliore. Infatti sono solamente 27 le operazioni per cui è stata effettivamente attivata la garanzia del Fondo, un tasso estremamente più contenuto rispetto a quello segnato (0,9% contro 8,3%).

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